Rossi a caccia di Stoner, il rookie Dovizioso a caccia del podio. Colpo gobbo di Lorenzo e Pedrosa?

Locandina MotoGP JerezArriva Jerez, il circus del motomondiale mette le tende in Andalusia e torna in Europa. E’ il secondo appuntamento iridato della MotoGP 2008 dopo l’avvincente e inedita overture notturna di Losail in Qatar. La corsa spagnola è un rebus. Ma lascerà il segno, traccerà una prima linea di tendenza di un campionato che sarà al fulmicotone.

Il misto/veloce della pista spagnola è per “palati fini”, dove alla fine, magari nell’ultima staccata del “rampino”, è il cuore del pilota, il manico del fuoriclasse, a dettar legge. L’uomo da battere è Casey Stoner. E’ lui sugli altari. Ha il numero uno di campione del Mondo sulla carena e ha già fatto sua, perentoriamente, la prima gara iridata. Che dimostra ancora la validità e l’alto livello di performance del trinomio Stoner-Ducati-Bridgestone.

Jerez non è la pista privilegiata dal “canguro” (quinto nel 2007, settimo nel 2006) ma i test invernali lasciano pochi dubbi sulla reale competitività dell’australiano e della Rossa di Borgo Panigale anche su questa pista. Nelle corse contano i fatti. E i fatti dicono che dal 2007 è Stoner il “padrone” della MotoGp: sa interpretare e gestire questa fase del motociclismo ipertecnologico, super computerizzato, ripieno di elettronica, (forse) anche troppo.

Dal 2007 c’è stata la svolta epocale con Stoner in cattedra perché è il pilota più forte. La storia si ripete: per non andare troppo indietro, così fu per Agostini nel ’68 quando mandò in tilt Mike Hailwood (e prima di lui Jim Redman), o nel 1976 quando toccò ad “Ago” subire l’attacco di Barry Sheene. Ed è ancora cronaca lo strapotere di Rossi dal 2001 in poi, prima con la Honda e poi con la Yamaha. Rossi, appunto. Cui adesso sta stretta, molto stretta, la parte del “comprimario”.

Vale è tutt’ora nel cuore di milioni di fans. Che aspettano già da Jerez la risposta del “dottore”, la zampata vincente del “vecchio” leone, il suo ritorno sul podio, addirittura sul gradino più alto. Illusioni? Dopo il deludente quinto posto di Losail la prudenza è d’obbligo. Anche se a Valentino non mancano le caratteristiche per il “colpo d’ala” della resurrezione. Jerez è la prima carta, il jolly, che il “fenomeno” di Tavullia non può sciupare. Più avanti il Mugello e dopo ancora Assen.

Il pesarese non può permettersi un passo falso nel “suo” circuito spagnolo che lo ha incoronato molte volte trionfatore, anche nel disastrato 2007. Valentino deve dimostrare di avere ritrovato se stesso e di tornare a guidare “sopra i problemi”. Sembrano secoli da quando Vale baciava la moto in segno d’affetto e di riconoscenza per le vittorie a catena. Quella catena si è spezzata e Rossi non può continuare a riversare (ingeneroso) colpe sugli altri, moto o gomme fa lo stesso. Il rischio è che Valentino non sembra aver superato la “crisi” del 2007, con i nodi che gli si sono stretti uno sull’altro.

La corsa di Losail (con la doppia fiocinata dell’esordiente Dovizioso) ha dimostrato le difficoltà di reazione del 7 volte campione del mondo, il suo stato di smarrimento. Il talento di Rossi è fuori discussione. A Jerez deve battere il colpo: o sale o scende! Degli altri italiani in pista è Marco Melandri (cui la Casa bolognese deve dare piena fiducia) a dover recuperare la mediocre prova in Qatar e dimostrare che non è solo Stoner a rendere la Ducati imprendibile. Riflettori puntati soprattutto su Andrea Dovizioso, il “rookie” del Team Jir Scot Honda.

Dopo il quarto posto e il corpo a corpo vincente con Rossi (più la suonata all’ufficiale Hrc Hayden) Andrea punta decisamente sul podio. La corsa spagnola ci dirà meglio se è il 22enne forlivese l’erede italiano di Valentino. Loris Capirossi (ottavo in Qatar, primo a Jerez nel 2006) può far risalire la sua Suzuki fino al podio. L’imolese non ha perso lo smalto dei bei tempi ma ha ancora fame di vittoria? Alex De Angelis deve intanto rimediare al brutto volo del suo esordio.

Discorso a parte per l’altro “rookie” Jorge Lorenzo, con Dovizioso (e Toseland?) la vera rivelazione della Motogp2008. Il coequiper (Yamaha gommata Michelin) di Valentino ha classe e temperamento. Visto quel che ha fatto al debutto, sul circuito di casa è capace di fare qualsiasi cosa: anche il colpo gobbo! Attesi al riscatto pieno gli hondisti dell’Hrc: qui Dani Pedrosa (terzo a Losail con una mano non a posto), come Lorenzo, può giocare la carta vincente. La sfida gomme.

A Losail Michelin ha riempito la prima fila dello start (sette piloti nei primi nove!) ma la vittoria poi è stata marcata Bridgestone, con Stoner-Ducati (e dietro tre moto gommate Michelin). A Jerez si torna a correre a metà giornata e Bridgestone (in Spagna con una nuova gomma posteriore per migliorare in qualifica e forse una gomma anteriore chewing gum chiesta da Valentino per fare passi avanti sullo schieramento) dovrebbe rimettere tutti in riga. Non si farà attendere la risposta Michelin che rimarrà in Spagna anche dopo il Gp per una serie di test dove debutterà la nuova posteriore, la bomba da 16.5’.

Una MotoGp tutta da vedere: unico (grande) neo è quello di vedere una griglia di partenza sguarnita con solo 18 piloti! Record storico negativo. Campanello di una crisi vicina?

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