Dura la vita per un Team satellite nel “jet set” della MotoGP! Tante le spese da affrontare: moto, componenti, tecnici, viaggi transoceanici, sono voci che possono pesare molto nel bilancio di una scuderia non supportata direttamente dalla casa madre.
Ma quando mancano le risorse si aguzza l’ingegno. Il nostro Lucio Cecchinello, ex pilota della 125 e della 250 e attuale Team Manager Honda LCR, è un esempio di come si possano ottimizzare i costi senza rischiare capitali mostruosi nel mondo dei motori.
“Tutti sanno che i team indipendenti sopravvivono grazie agli sponsor” - conferma Cecchinello - “ed è inutile nascondere che il primo anno in MotoGP è stato molto impegnativo. Eravamo davanti a spese ben superiori rispetto alla stagione precedente, e con lo scopo di sviluppare la moto siamo stati costretti a progettare nuovi servizi.
Seguendo questa strategia, nel giro di due anni abbiamo aumentato i nostri patner commerciali, e dallo scorso settembre abbiamo iniziato un importante investimento in equipaggiamenti, tecnologia e risorse umane per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi sportivi”.
Sponsor a rotazione, tra questi (TS Vision, GIVI e Eurobet) scelti in base ai mercati ai quali queste aziende sono più interessate. Una soluzione interessante ed originale che può garantire la sopravvivenza a qualche scuderia in rosso. Bravo Lucio!
via | MotoGP.com
DoMeNicO
18 mar 2008 - 10:50 - #1porca miseria ha davvero ragione i costi sono altissimi…….. giustificatissimi i costi di sviluppo e di messa in sicurezza delle moto ….. ma per un team clienti ch la moto la deve pure comprare sai che pacco ?
abramo79
18 mar 2008 - 10:51 - #2precisazione: Cecchinello non ha mai corso i 250….
antosette
18 mar 2008 - 11:06 - #3Cecchinello la politica Dorna è questa:
Tutti i soldi in motogp e le briciole nelle altre due classi (125-250) i risultati dei costi aumentati (per essere presenti) si vedono in griglia.
Speriamo che di questo passo non uccidano la 250 (e la 125) magari con ulteriori scelte sbagliate in campo tecnico.
L’importanza delle classi inferiori per l’apprendistato dei futuri campioni della gp è evidente.
stefano65
18 mar 2008 - 11:34 - #4Mamma mia che stima che ho di Cecchinello e Gresini! Secondo me sono matti, ma sono anche dei maghi. Deve essere un lavoro logorante, di quelli che non ti fanno dormire la notte e quando tiri un sospiro di sollievo salta fuori un guaio……… e i soldi non ci sono. Secondo me questi due dovrebbero far parte del prossimo governo, loro si che sanno tirare la cinghia e minimizzano le spese. Spero che possano resistere a lungo. Grazie e complimenti.
MadRaffa
18 mar 2008 - 11:50 - #5Questa smania di diventare come la F1 è davvero triste. Il motocilismo deve essere vissuto con altro spirito, meno commerciale e più genuino…
Bazzuka
18 mar 2008 - 13:03 - #6come mai ha avuto tante spese non previste il primo anno?
Edu
18 mar 2008 - 14:03 - #7…la moto gp è l’espressione massima della tecnica motociclistica e lo sviluppo non deve essere frenato… niente di sbagliato, ma la corsa alla crescita deve essere anche sostenibile. Continuando così, le 18 moto di oggi potrebbero essere addirittura meno, e la Moto gp purtroppo non gode del seguito della F1. Bisogna in qualche modo limitare i costi.
Massima ammirazione per Cecchinello e tutti i team clienti, si deve davvero essere bravi imprenditori per andare avanti in queste situazioni.
paperopoli998
18 mar 2008 - 15:12 - #8Come dice Stefano 65, tanto di cappello x Gresini e Cecchinello x i salti mortali che fanno x una stagione in moto GP, anche se io piuttosto che fare il comprimario in moto GP, con molti meno soldi correrei in Superbike come ha dimostrato il team sterilgarda almeno le moto ad inizio stagione sono UGUALI non come l’ Honda che ha dato ai team privati le moto della stagione scorsa
giorgiogasss
18 mar 2008 - 17:40 - #9speriamo arrivino anche i risultati: se li merita!
giorgiogasss
18 mar 2008 - 17:41 - #10ricordo ancora le lacrime di lucio quando annunciava in diretta che quella appena corsa sarebbe stata l’ultima gara vissuta da pilota!