
La rievocazione storica del Motogiro d’Italia, rilanciata dalla Dream Engine (agenzia bolognese di marketing e comunicazione) nel 2001, trova quest’anno un nuovo ed esclusivo partner: Vyrus.
La partnership con Motogiro d’Italia nasce nel 2008 perché Vyrus decide di sposare i valori di Motogiro quali eccellenza, esclusività, bellezza e rarità. Vyrus e Motogiro sono, a loro modo, due marchi di lusso, due mondi in cui la passione motociclistica è punta di diamante.
Vyrus con la sua 985 C3 V4 tutta carbonio e velocità, il Motogiro d’Italia con le sue “vecchiette” tutte ferro e passeggiate: questo sarà quello che i piloti iscritti all’edizione 2008 troveranno ad aspettarli.
Il Team Vyrus fornirà agli iscritti alla classe turistica un’assistenza meccanica d’eccezione. Nelle sedi di tappa sarà inoltre possibile ammirare e provare la Vyrus.
Per ulteriori informazioni è disponibile il sito internet www.motogiroditalia.com .
Francescuccio
18 mar 2008 - 01:23 - #1moto da sogno…ad un prezzo da sogno :(
www.racingcafe.blogspot.com
uncle-ron
18 mar 2008 - 02:22 - #2Ragazzi, sarà il rinc@glionimento della vecchiaia, ma quanto mi piacerebbe averne una….
aprilia feat. luca
18 mar 2008 - 02:22 - #3beato ki sa po permette!
desmonly
18 mar 2008 - 08:07 - #4Cosa non si fà con un motore Ducati!
haw
18 mar 2008 - 10:02 - #5ma… la possibilita’ di provarla è ristretta ai partecipanti del motogiro ??
paperopoli998
18 mar 2008 - 10:12 - #6Moto strana senza dubbio, ma quanto mi piacerebbe provarla e se poi sono fortunato ed un lontano parente che ha fatto fortuna in america mi lasciasse una cospicua eredità anche comprarla deve essere un mostro in frenata
dr_fumanchu
18 mar 2008 - 10:55 - #7Ingegnosa!
antosette
18 mar 2008 - 12:08 - #8Sarebbe interessante vedere su questa impostazione tecnica di telaio un motore come quello della desmosedici rr.
haw
18 mar 2008 - 13:15 - #9x antosette: credo che ci starebbe alla grande anche perche’ il motore della D16rr è ancor piu’ portante di quelli standard 4v considerando che nella d16rr il telaio si ferma tra cannotto e sezione anteriore del motore, credo che potrebbero addirittura fare a meno dell’omega in alluminio o ridurlo ancor di piu’ perlomeno nella parte posteriore dove servirebbe solo per il telaietto reggisella e scarichi.
x paperopoli 998: dai test in diverse riviste si leggeva che la staccata con questa va portata piu’ avanti e si arriva persino al saltellamento della ruota anteriore dovuto alla confingurazione particolare dell’avantreno.
paperopoli998
18 mar 2008 - 15:18 - #10X Haw,grazie x la precisazione, fà sempre piacere trovare persone inteligenti e preparate che rispondano con commenti seri , anche io ho letto sulle riviste che hanno provato la Virus di staccate da paura, l’ unica cosa è che vorrei provarla una moto così ma mi sà tanto che uno che me la presti non lo trovo così facilmente
antosette
18 mar 2008 - 15:53 - #119-10-
Questa soluzione sarebbe interessante anche in motogp dove l’incremento sempre maggiore del grip delle gomme e la minore possibilità elettronica di derrapare potrebbe sposarsi meglio con questa soluzione.
Amon
18 mar 2008 - 19:13 - #12Mi chiedo come mai nessuno a parte Bimota che ne è padre porta avanti questo schema per produrre qualcosa di meno raffinato(lavorazioni dal pieno carbonio ecc.) e soprattutto meno costoso magari potrebbe essere il futuro per le moto.
RikPucci#11
18 mar 2008 - 20:08 - #13non la portano avanti perchè ha alti costi di produzione (gestione dei giochi e delle tolleranze), in motogp non si usa perchè ha un problema cinematico, sterzando si alza e si abbassa l’avantreno,..
un giorno costruirò la moto che ho in mente e allora ne vedrete delle belle :D:D
bruno da perugia
19 mar 2008 - 08:59 - #14L’idea non è certo nuova. Credo che l’ing. De Cortanze negli anni ‘80 già avesse realizzato qualcosa di simile all’avantreno, tanto che Honda, da brava antisportiva, comprò tutto e tutti i brevetti e…Affossò tutto. Tamburini, allora in BIMOTA, rielaborò un nuovo progetto con la “Tesi”, utilizzando un sistema di sterzo meccanico in luogo dell’idraulico, complesso e farraginoso. in tempi + recenti Yamaha propose la GT 1000 con questo avantreno, ma durò poco in produzione (pesi elevati e costi notevoli)Mi sembrate preparatissimi, è così come ricordo? Poi se affrontiamo il discorso tecnico…Non è così chiaro che l’affondamento di una forcella tradizionale sia così dannoso in frenata…Persino le variazioni di interasse e avancorsa sono forse funzionali alla gestione della decellerazione. Costi e manutenzione nel tempo non sono poi comparabili con le forcelle, pur se raffinatissime. E poi ditemi, chi c’è dietro Virus? Molte lavorazioni mi sembrano fotocopia della Bimota. Ciao Grazie.