Test notturni in Qatar: dietro Stoner c'è solo il buio

Ducati notturna in Qatar

Sono finalmente arrivati i tanto attesi test in notturna sotto i riflettori del Qatar, e Casey Stoner ha nuovamente stupito tutti con un tempo stratosferico, che non fa altro che confermare la capacità dell'australiano di dare il massimo fin da subito, nelle condizioni più disparate.

Dopo qualche giro di confidenza con la visuale "distorta" dalla luce artificiale, Casey ha stampato sui cronometri un sorprendente 1'55"368 lasciando tutti di stucco. Con questo tempo si stacca di 2 decimi dalla pole del 2007 di Valentino Rossi e supera di oltre un secondo il record sul giro in gara, registrato dallo stesso Stoner l'anno scorso in 1'56"528. Il canguro fa davvero paura.

Sulle condizioni della pista, Casey ha detto: "E’ come un videogame. Si vede, ma bisogna affidarsi maggiormente all’istinto”. In pratica buio e luci artificiali rendono il campo visivo limitato e viene meno il senso di profondità.

Ducati notturna in Qatar
Ducati notturna in Qatar
Ducati notturna in Qatar


I piloti intervistati, non si lamentano particolarmente della guida al buio e Anthony West ha battezzato l'asfalto di Losail con la prima caduta in notturna della storia della MotoGP.

Oltre alla presa di confidenza da parte dei piloti, è cominciato anche il tira e molla delle coperture, che con gli sbalzi di temperatura tipici dei luoghi desertici (ricordiamo che le prove sono cominciate alle 18.00 e termineranno all' 1.00 ora locale) faranno impazzire i tecnici dei due gommisti. Le prove sono cominciate con una temperatura di 22 gradi, con gomme morbide per tutti per rodare la pista, ora la maggior parte dei piloti gira con gomme dure ma si presume che, con un abbassamento di circa dieci gradi verso mezzanotte, si ripassi nuovamente alle coperture morbide.

Dietro Stoner (che ha ulteriormente rifinito il suo tempo fermandosi a 1'55"330), a quasi un secondo di distacco seguono Toseland e quel manico di Dovizioso, che non si fanno scrupoli a mettersi dietro piloti ben più esperti, al quarto posto la Honda di De Puniet si mette dietro le rimanenti tre Yamaha con in ordine Edwards, Rossi e Lorenzo.

Le Honda HRC si sono perse nella notte e seguono dalla terzultima e penultima posizione, De Angelis ottavo, Capirossi decimo e Melandri quindicesimo.

I test continuano, e si concluderanno all'una, ma le premesse per un altra performance di un "Canguro Alieno" ci sono tutte.

I tempi alle 22 locali (le 20 in Italia)

1. Casey Stoner (Ducati Marlboro) – 1.55.330 al 41° (giri 42)
2. James Toseland (Yamaha Tech3) – 1.56.251 al 49° (51)
3. Andrea Dovizioso (Honda JiR Scot) – 1.56.442 al 33° (45)
4. Randy De Puniet (Honda LCR) – 1.56.591 al 52° (53)
5. Colin Edwards (Yamaha Tech3) – 1.56.860 al 41° (43)
6. Valentino Rossi (Fiat Yamaha) – 1.57.038 al 44° (62)
7. Jorge Lorenzo (Fiat Yamaha) – 1.57.100 al 32° (43)
8. Alex De Angelis (Honda San Carlo) – 1.57.210 al 34° (42)
9. John Hopkins (Kawasaki Monster) – 1.57.220 al 31° (32)
10. Loris Capirossi (Rizla Suzuki) – 1.57.551 al 42° (48)
11. Chris Vermeulen (Rizla Suzuki) – 1.57.630 al 43° (43)
12. Sylvain Guintoli (Alice Ducati) – 1.57.644 al 44° (44)
13. Anthony West (Kawasaki Monster) – 1.57.787 al 34° (34)
14. Shinya Nakano (Honda San Carlo) – 1.57.835 al 46° (46)
15. Marco Melandri (Ducati Marlboro) – 1.58.089 al 41° (45)
16. Nicky Hayden (Repsol Honda) – 1.58.208 al 38° (39)
17. Dani Pedrosa (Repsol Honda) – 1.58.256 al 39° (40)
18. Toni Elias (Alice Ducati) – 1.58.591 al 43° (43)

via | GPone

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