Su la visiera: WSBK 2008, la parola alla pista

Hannspree Superbike World Championship 2008

Ci siamo. Tanta attesa, un inverno che sembrava davvero non finire mai, ma finalmente si ricomincia. Domani mattina, i centauri di Superbike e Supersport, daranno il via al ventunesimo campionato iridato delle derivate dalla serie, quello del nuovo, discusso regolamento.

Ci si ritrova a Losail, Qatar, pista immersa nel deserto, letteralmente parlando... Ci vorranno un bel po' di chilometri e qualche treno di gomme da macello, per ripulire il caldo asfalto dalla sabbia, non proprio amica dei piloti.

Ma non temete, vedrete che fin dalle prime ore di venerdì i protagonisti del circus della FG Sport se le daranno di santa ragione. Attenti a quei tre, verrebbe da dire!

Con James Toseland "promosso" (ne siamo sicuri?) in MotoGP, per la corsa all'iride sono tre i nomi che si fanno con maggior insistenza: Troy Bayliss, Noriyuki Haga e Max Biaggi.

L'ordine potrebbe sembrare casuale ma non lo è. Per Troy si tratterà molto probabilmente dell'ultima stagione in sella ad una moto da corsa.

L'australiano, il cui orologio biologico sembra essersi fermato da una decina di anni, vuole dedicare più tempo alla sua famiglia, non prima però di aver messo in bacheca il suo terzo titolo mondiale. E con questa 1098 F08 l'impresa sembra alla portata.

Per il "Samurai Brianzolo" Noriyuki Haga, il 2008 potrebbe rappresentare l'anno della definitiva consacrazione. Il giapponese tutto istinto e manetta, può contare su una Yamaha oramai affidabile sulla distanza oltre che veloce sul giro.

Max Biaggi, a differenza dei primi due, non potrà contare sul supporto di una struttura ufficiale. Il Team Sterilgarda Go Eleven del nostro Borciani, è pur sempre una scuderia clienti anche se i box pullulano di tecnici in gamba e "malati" di motori.

Da questo punto di vista, la presenza del fuoriclasse romano potrebbe essere una garanzia per il giovane Team Manager bresciano. Nessuno può negare che per i vertici di Borgo Panigale la priorità resta vincere con il Team Factory, ma si sa, Max è sempre Max: fenomeno in pista e fuori, biglietto da visita di una categoria sempre più vicina al boom mediatico.

Se a metà campionato il Corsaro dovesse essere il pilota Ducati con maggiori chance per la conquista del titolo, i piani potrebbero essere cambiati in corsa, ma...

Attenzione agli outsider o presunti tali, Troy Corser e Michel Fabrizio in primis. Il trentasettenne australiano, dopo aver a lungo pensato al ritiro dall'attività agonistica, si presenta al via del campionato più come scudiero del "folle" Nitronori che come papabile vincitore.

Ma il "vecchietto" il gas lo da ancora come pochi e nell'arco di questa lunghissima stagione è davvero difficile poter fare pronostici. Uno sconvolgimento dei ruoli è in casa Yamaha è cosa difficile da realizzarsi ma certamente non impossibile.

Veniamo al nostro Michel. Il giovane centauro romano ha una grande occasione per mettere in mostra quella classe cristallina, quella grinta che nel recente passato abbiamo potuto ammirare solo in alcune circostanze e spesso non per colpa sua.

Con Bayliss come chioccia, ci sarà molto da imparare e tanto da lavorare, elementi che sappiamo bene non spaventano assolutamente il capitolino. Tanti i piloti da "vedere".

L'olandese Ten Kate schiera in griglia un tridente composto da Checa, Kiyonari, Sofuoglu che rappresenta un giusto mix tra esperienza, grinta e velocità. Stesso discorso per l'Alstare Suzuki (qui l'anteprima della K8) Neukirchner, Nieto e Kagayama.

La Kawasaki PSG-1, dopo un inverno non proprio fortunato, è in netta crescita, con Makoto Tamada persino più veloce di capitan Laconi nel corso degli ultimi test svolti.

E ancora Xaus, Lavilla, Muggeridge, Lanzi, Rolfo, piloti in grado di dare fastidio a chiunque su qualsiasi tracciato.

Difficile scommettere su uno solo di loro, oppure no? Dieci euro a disposizione, fate il vostro gioco...

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