Ezpeleta giustifica la griglia della MotoGP: "pochi ma buoni"

Ezpeleta sostiene la testi della qualità e non quantitaSettimana scorsa abbiamo scoperto la entry list definitiva della MotoGP, ed è inutile negare che vedere una griglia composta da soli 18 partenti lascia un certo amaro in bocca. Ma questa carenza di squadre disposte e capaci di investire i budget necessari nella massima serie non sembra preoccupare molto Carmelo Ezpeleta, CEO della Dorna.

Il boss della società che gestisce il motomondiale infatti - che martedì era a Milano, allo stadio di San Siro alla presentazione del Team San Carlo Honda di Fausto Gresini, a testimonianza della grande considerazione che il n° 1 del motociclismo mondiale riserva a un uomo che in questi anni ha saputo ritagliarsi una fetta importante nel panorama della MotoGp - per l’occasione, ha risposto a diverse domande a riguardo di alcune cose importanti che riguardano il mondiale ed il suo futuro.

Eccololo nella sua intervista: Presidente, quest’anno ci saranno soltanto 18 piloti al via del motomondiale MotoGp. Un po’ pochini, soprattutto perchè lei ha sempre detto che il numero ottimale era intorno ai 20-22 piloti. Pensa che qualche squadra potrà entrare durante il mondiale?

"Sì, è vero, ci sono soltanto 18 piloti e siamo al minimo, ma io ho sempre puntato sulla qualità dello spettacolo e non sulla quantità. Per questo motivo non mi lamento di ciò che vedo, perchè se non sbaglio al via ci sono 24 titoli mondiali e scusate se è poco. Inoltre debbo aggiungere che trovo oltremodo inutile avere uno schieramento più numeroso se alla fine i piloti che arrivano corrono tanti per correre e sono costantemente gli ultimi in classifica (il riferimento al team KR pare abbastanza chiaro. n.d.r). Questo non vuol dire però che se dovesse arrivare qualche nuovo pilota con un mezzo competitivo, questo non mi farebbe felice".

La prima gara ancora in Qatar, ma questa volta di notte. Una sua idea?
"No, degli organizzatori. La prima volta che andai a Losail per firmare il contratto di collaborazione, dissi loro che il caldo sarebbe stato forse uno degli ostacoli maggiori da superare. Mi assicurarono che il periodo scelto avrebbe permesso di disputare la gara regolarmente ma mi prospettarono l’idea di disputare una gara di notte, con temperature ancora più accettabili. Lì per lì rimasi interdetto, la cosa mi sorprese. Ma loro andarono avanti e quando si sentirono pronti chiesero una prova che fallì subito.

Ma in Qatar le sfide le affrontano di petto: fatto tesoro del fallimento, hanno studiato la cosa più a fondo ed hanno affidato all’americana Musco Lighting, la maggiore azienda esperta in questi tipi di lavori, l’intero progetto. Il resto è storia recente: le prove cui hanno partecipato Capirossi, De Angelis, Valentino Rossi e altri campioni hanno dimostrato che l’impianto è perfetto e si può correre in completa sicurezza. E non è detto che non potremo fare gare del genere anche in altri posti simili".

Tutto bene, ma se piove?
"Bella domanda: chiaro che se piove non si potrà correre. Per fortuna in Qatar non piove quasi mai, ma se avete un cornetto vorrei toccarlo anch’io...".

Paddock divisi tra MotoGp e le altre classi: il malumore non accenna a diminuire.
"Sono stato il primo a dire che la classe 125 e la 25o sono importanti e fanno parte integrante della nostra attività. Ma è mio dovere assicurare la maggior visibilità possibile alla MotoGp e ai suoi sponsor".

via | GPOne

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