Vyrus ha diffuso tramite facebook le prime immagini della versione stradale della Vyrus 986 M2, ultima creatura del genio di Ascanio Rodorigo. Una moto da competizione a 4 cilindri che riprende lo stile innovativo e la tecnica sopraffina che da anni distingue le creazioni Vyrus.
La Vyrus 986 M2 è stata costruita per rientrare nei regolamenti Moto2, quindi è dotata di un motore 4 cilindri Honda CBR600RR, appoggiato su una ciclistica inedita. Per la prima volta è stata mostrata al pubblico del Motor Bike Expo di Verona lo scorso gennaio. (video della Vyrus 986 M2 in azione a Misano).
La ruota anteriore è sostenuta da un forcellone, lo sterzo è nel mozzo e il telaio è un omega rovesciato che corre basso e blocca il motore in una culla. La monoscocca superiore in carbonio sostiene pilota, serbatoio e sterzo e l’estetica è davvero mozzafiato, anche con le grezze carenature da pista. Quella che vedete nella gallery, differisce dalla versione da moto2, per pochi ma necessari particolari che la rendono omologata per circolare su strada: fari, frecce, porta targa e specchietti.
via | InSella
Se parliamo di Bryan Fuller, ci viene subito in mente il programma televisivo “Two Guys Garage“. Ma non tutti sanno che oltre ad esser il co-conduttore del citato speed show, Fuller è anche un abile costruttore di moto affascinanti, e ha creato appositamente questa special per Cafe Racer TV: con un look più aggressivo di qualsiasi CB750 vista di recente, e prestazioni da super-sportiva di tutto rispetto.
Il motore è stato portato a 836cc e ora respira grazi ai carburatori Keihin CR. L’elemento caratterizzante sono i grossi rotori incorporati, mentre il forcellone è una versione modificata della Yamaha Seca part II. Anche il serbatoio è stato rimodellato e guarnito con un tappo di derivazione aeronautica. Le forcelle sono stati raschiate e lucidate, e sul retro troviamo un mono regolabile. Le “chicche” abbondano, con il serbatoio dell’olio integrato nel forcellone e il faro Buell intagliato nel cupolino.
via | BikeExif
Tony Prust di AnalogMotorcycles con base in Illinois, costruisce costum di gran classe sulla base delle moto giapponesi anni ‘70: la sua Yamaha RD350 è uno degli esempi più popolari e riusciti degli ultimi 12 mesi. Questa, in ordine di tempo, la sua ultima special, commissionato dal proprietario di una società di design della Florida. La moto si chiama ‘Nomad‘, basata su una Kawasaki KZ400 del 1974, un semplice quattro tempi raffreddato ad aria. Proprio il motore è stato l’unico elemento a non esser stato toccato da Prust.
Il motore verniciato a polvere e ora respira attraverso nuovi filtri, con i gas di scarico che fuoriescono dai bellissimi megafoni Emgo. C’è un nuovo vano batteria, un impianto elettrico revisionato e una strumentazione aftermarket. I parafanghi sono stati rivisitati, mentre il faro è preservato da una griglia di protezione. Rivestita di una pratica vernice anticorrosiva, la Nomad è la moto perfetta per gustarsi la vacanza ideale, magari girando attorno alle spiagge e ai campi da golf di un’isola che tutti vorremmo.
Continua a leggere: Special: Nomad KZ 400 by AnalogMotorcyles
La BMW S1000RR Special che vedete è stata realizzata dalla GPR con parti in carbonio dell’azienda tedesca Ilmberger Carbon. Lo scarico adottato è il GPR Thunderslash. La linea Thunderslash è una delle linee estreme che ha caratterizzato in passato la Factory milanese rispetto ai prodotti standard che si trovano normalmente sul mercato. Uno scarico che abbinato al carbonio (by Moto che Passione) rendono la S1000RR unica.
Il terminale è realizzato in acciaio inox e pesa solamente 1,8 kg, si distingue dalla precedente linea Thunderslash per le saldature lasciate a vista. Si installa sul collettore originale, è dotato di db killer estraibile su entrambi i mini-terminali e quindi rientra nei parametri per l’ottenimento dell’omologazione. E’ disponibile anche la versione racing abbinata ai collettori sportivi, che eliminano anche il catalizzatore originale.
L’incremento di prestazione è nell’ordine dei 2 CV per la versione omologata, mentre l’abbinamento ai collettori racing può portare ad un incremento di circa 7 CV. Il nuovo GPR Thunderslash per S1000RR 2012 arriverà sul mercato da fine maggio. Prossimamente il nuovo scarico sarà disponibile anche per altri modelli di moto. Prezzo al pubblico 350 euro Iva esclusa. Le parti in carbonio Ilmberger-Carbon by Motochepassione sono invece pronta consegna e tutte realizzate in autoclave.
Shiro Nakajima, amministratore delegato della “Ritmo Sereno“, leader giapponese nel settore del custom, è stato da sempre un appassionato delle racer vintage. Per 2 anni ha condiviso gioie in compagnia di una Moto Guzzi Ambassador, fino a quando non ha sentito che era giunto il momento per un cambiamento. Nella sua incarnazione originale, questa Guzzi aveva veramente racer. Nakajima ha così spogliato la moto di ogni orpello in eccesso, per un risultato semplice e pulito.
I maggiori cambiamenti si sono concentrati al posteriore, completamente ricostruito alla ricerca della “leggerezza”. Il telaietto posteriore e il parafango sono scomparsi, sostituiti da una coda della AMP Design, rivestita con selleria Razzle-Dazzle. Il serbatoio deriva da una Guzzi stock, ma è stato tagliato e chiuso per renderlo più stretto.
Il cupolino è scomparso, sostituito da una montatura lavorata (con l’immancabile n#46 delle Ritmo Sereno) che protegge anche il contagiri digitale. Lo scarico ora ha 2 uscite coniche su entrambi i lati della ruota posteriore. Il tocco finale è la vernice crema con pinstriping nero, applicato con grande destrezza da Crown Stupid. Il risultato è una moto più veloce e stabile, con una silhouette notevolmente migliorata.
via | BikeExif
Oggi vi raccontiamo di una moto nata in Giappone, ma perfezionata e personalizzata in Germania, sotto l’effige del “Barone Rosso“. Non a caso, parliamo di due nazioni che da sempre, o per lo meno negli ultimi 50 anni, hanno dettato legge in campo motoristico e tecnologico. La realizzazione di questa special la dobbiamo al costruttore Lars Justinger. La prima cosa che si preoccupa di fare è innanzitutto fornirci la definizione della sua moto: non chiamatela cafè racer, e neanche brat, è un “JagdBobber“, ossia una creatura che segue le linee delle cafè-racer, ma con i semimanubri e le ruote grosse.
All’inizio il nostro amico voleva cimentarsi in un incrocio tra una Harley e una Norton, ma per realizzare quello che aveva in mente, aveva bisogno di “più spazio“. La folgorazione è avvenuta nel momento in cui su ebay ha visto ed acquistato una vecchia Kawaski W650, che gli permetteva una maggiore possibilità di giocarsela. Da quel momento sono passati giorni e soprattutto tante notti insonni a progettare al computer, talvolta cercando anche soluzioni geniali su Youtube.
Per la coda, visto che Lars voleva fortemente il metallo (senza ricorrere quindi a resina o fibra), si è optati per un taglio di un serbatoio di una XS650SE: dopo tante saldature, si è giunti a un risultato filante. Così come per il serbatoio vero e proprio, preso da una XS750, vincitore dopo ben 7 tentativi fisici e altrettanti 5 virtuali. Meccaniche e particolari verniciati a polvere nea. Il tocco “spettrale” di questa moto è tutto nella livrea, invecchiata quanto ricercata, e in quel led sottile e cattivo che scruta minaccioso dal codone!
Tranquilli, Harley-Davidson non ha spostato i suoi stabilimenti da Milwaukee a Taipei, ma nella capitale dell’isola taiwanese sorge invece Rough Crafts, un raffinato atelier di design dal tipico raffinato gusto orientale, specializzato in custom ma anche in design e street art. Per quanto riguarda il settore custom, l’obiettivo è quello di costruire moto dal fascino old school ma con tecnologie moderne, sfruttando tutto il know-how in ambito artistico e del design industriale.
Dopo un primo esperimento con Iron Guerilla, un piccolo Sportster Iron 883 del 2009, Winston Yeh, mente creativa di Rough Crafts, ha realizzato un secondo prodotto raffinato, che però non stravolge la natura essenziale e la semplicità della base di partenza, uno Sportster Forty-Eight 1200 del 2011, che rappresenta la naturale evoluzione rispetto alla prima delle “Guerrilla bikes”.
Elemento comune è la carrozzeria minimale ricoperta di un cupo nero, ma sono molte le modifiche apportate, tra cui una coda più rialzata, grazie a nuovi ammortizzatori più lunghi e l’impianto di scarico 2 in uno. Cambiano anche serbatoio e parafango posteriore, piastra forcella, cover delle testate e della frizione. La maggior parte degli accessori sono stati realizzati da Rough Crafts, ma ci sono anche un paio di ruote Roland Sands Design, ovviamente rifinite in Black Ops, e l’impianto frenante Performance Machine.
Continua a leggere: Rough Crafts di Taiwan presenta il suo Sportster Bomb Runner
La BMW R100 RS è stata una gran turismo della casa bavarese prodotta dal 1976 al 1984, dotata dell’inossidabili boxer raffreddato ad aria da 980 cc, condiviso all’epoca da diversi altri modelli BMW, in configurazione a 70 cavalli. Ovviamente una mente fervida può facilmente trasformare una turistica in una tracker. Con questa terminologia si indicano le moto che corrono nelle specialità su pista ovale, quali appunto dirt-track, flat-track, ecc, anche se naturalmente non significa che questa debba essere la destinazione d’uso della special creata dal preparatore spagnolo Karles Vives di Fuel Bespoke Motorcycles, con sede a Barcellona, perché a volte il look basta a far sognare.
Questa è la sua seconda realizzazione su base BMW R100, dopo una scrambler. Ora si dedica al look flat track, alleggerendo a più non posso la pesante bicilindrica bavarese, aggiungendo elementi caratteristici di questo stile. Il retrotreno è stato completamente stravolto, accorciando il telaio e utilizzando un codino costruito con l’aiuto dello specialista inglese VonZeti Cafe Racers Seats.
Il serbatoio proviene da una BMW R90/6, che ne aveva uno più stretto rispetto alla R100 RS, ed è stato ulteriormente modificato. Un largo manubrio Tommaselli e un faretto tondo completano l’essenziale linea di questo R100 Tracker, ulteriormente alleggerita sui fianchi dalle cover traforate. Il bicilindrico tedesco non ha subito molti stravolgimenti, ad eccezione dell’aspirazione, dove ora sono montati due filtri K&N a monte dei carburatori Bing da 40 mm, e dello scarico, un pezzo artigianale costruito utilizzando l’impianto originale BMW accorciato, che ora termina con due silenziatori a cono dall’aspetto molto “libero”.
In anteprima assoluta vi presentiamo quello che sarà uno dei modelli di punta della gamma Harley-Davidson per il 2013: il rinnovato FXDX Dyna Super Glide Sport, tanto atteso dagli appassionati di questo modello, scomparso dai listini Harley nel 2006 e ora pronto a ritornare per la gioia di tutti gli Harleysti con pruriti velocistici. Ovviamente stavamo scherzando, ma non siamo gli unici. West Coast Motors, un concessionario H-D olandese di Alkmaar infatti, ha fatto impazzire i forum dedicati alle bicilindriche americane di mezza Europa, postando alcune foto di quello che ha scherzosamente spacciato appunto per il Model Year 2013 di uno dei Dyna di maggior successo, pubblicate anche sulla pagina facebook aziendale.
Il tutto supportato da immagini che mostravano un imballo originale della Casa di Milwaukee e la moto con tanto di visti doganali e protezioni sulla carrozzeria, come se fosse appena giunta dagli States. In realtà questo Dyna è stato creato partendo da uno Street Bob dallo stesso titolare, Bas Leek. L’avantreno proviene invece da una XR1200, così come il forcellone e i cerchi da 18 anteriore e 17 posteriore, con pneumatici 120/70 e 180/55.
La forcella dell’XR utilizza molle Öhlins e sempre svedesi sono gli ammortizzatori sportivi più lunghi di 5 cm rispetto agli originali. Il serbatoio è invece un pezzo prelevato da un Dyna Super Glide del 2005, con l’aggiunta di decal ad hoc, il tutto messo a nuovo per sembrare immacolato. Anche il motore subisce modifiche con l’utilizzo di teste ad alta compressione e camme Screamin’ Eagle e per finire impianto di scarico semiartiginale, formato da collettori Supertrapp con silenziatore Akrapovic per Ducati Diavel.
Continua a leggere: Harley-Davidson Dyna Super Glide Sport Model Year 2013?
Ringraziamo Mirco Sapio, Laureato in Industrial Design, per le immagini della sua SuperDuke 1200 R Concept. Si tratta di un progetto nato sul telaio e sul motore della KTM RC8. Il design rispetto al modello dal quale è partito, la KTM SuperDuke appunto, è stato completamente stravolvo riprendendo alcuni piccoli tratti somatici del modello Superduke 990 2005-2006. “Mi piacerebbe avere qualche opinione di Motoblog e dei suoi iscritti” ci scrive il designer.
L’idea non è male e per certi versi ci ricorda la versione da pista (KTM 690 Duke Track) utilizzata quest’anno nel trofeo KTM European Junior Cup 2012. E voi cosa ne pensate?