Come vi avevamo promesso la settimana scorsa abbiamo testato per voi le nuove Moto Guzzi V7 e, nella trepida attesa di provare questo trio delle meraviglie, ve ne avevevamo anticipato le caratteristiche e peculiarità: dagli allestimenti alla ciclistica, dal motore agli accessori e le colorazioni. Ma qui non troverete solo una scheda tecnica. Qui vi parlo d’altro. Di un qualcosa che non troverete nei coupon e nelle riviste, vi parlo delle emozioni che la V7 è stata capace di trasmettermi, in una due giorni di fascino e passione.
Perché se mi parlate di Moto Guzzi mi scivola una goccia sulla guancia, che non so bene se è pioggia oppure malinconia. Di sicuro assomiglia ad un ricordo, come succede con quelle foto sbiadite che ti raccontano in un attimo la storia della tua famiglia. Solo che quel nucleo coincide con il cuore stesso della nostra Italia, con quel paese che si assapora curva per curva, fermandosi nelle piazzette di provincia, con la radio in sottofondo che diffonde canzoni e note solo nostre, e che ti vien voglia di aspettare un pò prima di ripartire, magari di ammirarlo anche da fermo quel fantastico “insieme di ferraglia” che ti scarrozza qua e là per lo Stivale.
Ascoltando i commenti di quelli che ne hanno avuta almeno una di Guzzi nella loro vita, non solo sotto il sedere, ma soprattutto nella pelle e nelle ossa, e riempiendoti gli occhi le orecchie con quell’atmosfera che sa di avventura, di polvere e di paesaggi mozzafiato. Ma anche di tecnologia, se penso che la casa dell’aquila è stata la prima sul nostro suolo a dotarsi di una galleria del vento negli anni ‘50, nonchè di un pizzico di orgoglio patriottico per un produzione che tutt’oggi non annovera nel suo vocabolario il termine “delocalizzazione”: tutto made-in-Italy, pardon, “made in Mandello“.
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Dopo il primo test della nuova Honda NC700X vi proponiamo anche un video che mostra la moto in azione e racconta i suoi dettagli tecnici e dinamici e che segue il primo video sui contenuti della moto realizzato ad Eicma 2011.
215 kg in ordine di marcia per lei, che si affiancano ai 38,1Kw del suo propulsore erogati a 6.250g/m e alla coppia di 62Nm a 4.750g/m, il motore bicilindrico da 700cc è tutt’altro che sportivo e mai aggresivo, spinge bene da 2.000 a 6.300 giri, senza mai impressionare per verve o cambio di tonalità. Ad impressionare positivamente invece sono altri aspetti quali il prezzo, da record di 6.590 euro per la versione manuale (ma dotata già di frenata combinata C-ABS), il consumo si aggira sui 27,9 km/l (valori dichiarati e rilevati in un ciclo wmtc), la buon qualità costruttiva e l’avantreno solidissimo e preciso anche alla massima piega alle alte velocità.
Per il resto si apprezzano le sospensioni a corsa lunga ma non eccessivamente cedevoli, la maneggevolezza alle basse andature e una propensione per il turismo a medio raggio, ottima la soluzione del vano porta casco ricavato al posto del serbatoio che può alloggiare un casco integrale o molte altre cose, utilissimo nel traffico urbano. Questo vano se accoppiato ad un bauletto posteriore rende la moto in grado di garantire ottima capacità di carico anche senza le valigie laterali che nel traffico urbano penalizzano l’ingombro laterale.
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Yas Marina (Abu Dhabi) – Si chiama Ducati 1199 Panigale ed è semplicemente la più grande rivoluzione introdotta dalla Ducati negli ultimi venti anni. Il nome della moto si ispira alla sede storica dell’azienda bolognese, e questo legame con il passato è ben espresso dal motore bicilindrico e dalla distribuzione desmodromica. Tutto il resto, invece, è completamente nuovo soprattutto sotto il profilo tecnico e costruttivo. Così dopo avervi fornito le prime immagini live e poi un approfondimento di risposta alle vostre domande nel classico faccia a faccia, ecco anche un video che racconta la dinamica della 1199 Panigale (nel primo video abbiamo scoperto le principali innovazioni tecniche).
Una moto che ha guadagnato in poco tempo una enorme attenzione da parte degli appassionati, perchè la “rivoluzione Panigale” non si limita ad una estetica filante e aggressiva, o ad un peso da record di soli 168kg a secco, ma le novità più importanti sono tutte nascoste sotto la sua aderente carenatura. Quì non troviamo più lo storico telaio a traliccio, elemento distintivo di tutti i modelli Ducati, ma al suo posto scopriamo un moderno e compatto telaio monoscocca in alluminio, che unisce la testa di un cilindro con la zona del cannotto di sterzo inglobando al suo interno anche l’air box.
Un pezzo unico poco più grande di un casco, che sostituisce il vecchio telaio a traliccio e che racchiude in se i principali segreti dell’evoluzione progettuale della nuova sportiva Ducati. Il nuovo telaio sfrutta, infatti, la tecnologia del motore portante, che diventa così un elemento stressato del telaio. Il motore, viene ruotato all’indietro, questo insieme al cambio più compatto e spostato in alto consente di utilizzare un forcellone lunghissimo che migliora sia la trazione che la maneggevolezza. Con la ottimizzazione degli spazi l’ammortizzatore posteriore viene spostato sul lato sinistro della moto, da qui viene comandato tramite un sistema di aste e bilancieri ed il suo fulcro è regolabile su due posizioni in funzione del tipo di tracciato scelto dal pilota (pista o strada).
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Il Monte Argentario di sera regala una bellissima atmosfera primaverile, carica di odori vento e salsedine tipiche di questo squarcio della bassa toscana. Sulla pedana (già completamente accessoriato) troviamo il nuovo Aprilia SRV 850, lo scooterone di Noale che raccoglie la sfida di altri protagonisti del settore, spostando le sue performance su un piano ancora più sportivo rispetto alla diretta concorrenza.
Del resto il suo scudo mutuato dalla RSV4 di Max Biaggi non lascia margine a fraintendimenti perché l’SRV si vuole proporre come lo scooter più potente e performante della categoria. Del resto Aprila con questo mezzo decide di fare il suo ingresso in un segmento molto particolare e strategico in questo momento, che è quello dei maxiscooter. Piuttosto competitivo il prezzo fissato per 9.630€.
TEST Aprilia SRV 850 2012
Aprilia SRV 850 2012 immagini ufficiali
Accessori Aprilia SRV 850 2012
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Ci troviamo a Porto Ercole (Monte Argentario, Grosseto) per il Press Test del nuovo e potente scooter Aprilia SRV 850 2012 già in listino a 9.630 euro. Solo qualche numero prima di salire in sella per la prova. Il propulsore di Aprilia SRV 850 è il primo e il solo bicilindrico a V di 90° da 839,3cc che rende il maxi veneto il più veloce e potente mai prodotto al mondo. Un motore raffreddato a liquido, dotato di iniezione elettronica, con distribuzione a 4 valvole per cilindro, doppia accensione, che raggiunge una potenza massima di 76 CV (55,9 kW) a 7.750 giri ed una coppia massima di 76,4 Nm (7,8 kgm) a 6.000 giri.
Due nuove sonde ad ossigeno (lambda) consentono alla centralina di controllo motore di ottimizzare la gestione del titolo della miscela su ciascuno dei due cilindri a tutto vantaggio della combustione ottenendo una regolarità di funzionamento al minimo e una progressività ed elasticità della coppia ai medi regimi di riferimento per questa architettura di motore. Sistema garantisce la massima efficienza in termini di consumo e di controllo delle emissioni. Ma il nuovo SRV 850 non è solo potenza.
Albero motore e gruppo trasmissione sono stati progettati con un moto di rotazione opposto a quello delle ruote per avere quindi una netta riduzione delle inerzie rotanti e dell’effetto giroscopico: crescono così la maneggevolezza e la rapidità di ingresso in curva di Aprilia SRV 850. Il forcellone in alluminio è fissato in modo del tutto solidale al telaio garantendo una stabilità eccellente ad alta velocità. Il montaggio elastico del motore permette quindi il contenimento delle vibrazioni trasmesse al pilota a tutto vantaggio del comfort. La trasmissione finale è affidata a una poderosa catena Regina, del tipo più sofisticato, sigillata tramite Z-Ring. Lo scarico, totalmente svincolato dal telaio per il contenimento delle vibrazioni, è un 2-in-1 con piastre paracalore. Nelle prossime ore il test completo.
Ci troviamo ad Almeria in Spagna per testare della nuova Yamaha Super Ténéré Worldcrosser disponibile in Italia a partire da marzo 2012 al prezzo di 15.690 f.c.. La nascita di questa variante in chiave più fuoristradistica della Super Ténéré è legata al fatto che negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescita costante delle “adventure”, un segmento in costante crescita che ha raggiunto il 37% del mercato a fronte di un 19% di qualche anno fa.
Dall’evoluzione in chiave off-road della XT1200Z Super Ténéré nasce quindi la Worldcrosser 1200. Yamaha Super Ténéré Worldcrosser m.y. 2012, nelle due varianti grafiche nero con i nuovi dettagli speedblock giallo-oro e rosso abbinabili a tutti e i 3 colori della gamma 2012 sarà disponibile presso tutte le concessionarie ufficiali Yamaha a partire da marzo al prezzo di 15.690 f.c..
Per il nuovo Super Ténéré Worldcrosser è stato ideato anche uno speciale allestimento adatto ai motociclisti più esigenti. Il bicilindrico “estremo” sarà infatti disponibile oltre che in versione di serie, anche con lo speciale “allestimento WC-R”, che offrirà un pacchetto composto da terminale di scarico Akrapovic in titanio con fondello in carbonio, para calore in carbonio, fari supplementari e frecce led carbon look al prezzo complessivo di 1.262 euro iva inclusa (risparmio per il cliente del 20% rispetto all’acquisto dei singoli accessori che lo compongono).
Tutti gli esemplari di Yamaha XT1200Z Super Ténéré già circolanti, inoltre, potranno essere adattati alla versione Super Ténéré Worldcrosser grazie ad uno speciale kit di trasformazione disponibile a partire da giugno ad un prezzo di 1.990 euro IVA inclusa (14.390 euro il prezzo di listino di Yamaha XT1200Z Super Ténéré). La Worldcrosser che stiamo testando in questi giorni monta i nuovi pneumatici Pirelli Scorpion Rally che hanno vinto con Rodriguez il mondiale Motorally nel 2011. Nei prossimi giorni il test completo della nuova adventure Yamaha.
Yamaha Supertenerè worldcrosser 1200








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Catania - In un momento nel quale le sportive “dure e pure” hanno raggiunto - e ormai quasi superato - un livello prestazionale tale che spesso è fuori portata sia per gli utenti ma soprattutto per la situazione delle strade, e che fanno fatica a muoversi in modo efficiente al di fuori di una pista acquistano spazio nuovi segmenti. Arrivano così moto più pratiche e flessibili ad un uso stradale, meno costose ma a volte non per questo… meno emozionali, come dimostra la nuova Aprilia Dorsoduro 1200 con il suo manubrio alto ed i suoi 130 cavalli di potenza.
La Aprila Dorsoduro nacque nel 2008, in versione 750cc proprio per accontentare delle nuove categorie di motociclisti. La allora la neonata 750 utilizzava in primo equipaggiamento, soluzioni tecniche di grande pregio come il ride-by-wire o la possibilità di scegliere tra tre diverse mappature di erogazione per adattare il carattere delle moto alla situazione corrente che allora rappresentavano novità riservate solo a moto ben più blasonate. Siccome “l’appetito vien mangiando” e tenendo conto che l’ottimo lavoro degli ingegneri aveva generato un telaio con delle quote ed un equilibrio tale da potersi far carico di ben altra potenza e coppia, nel ottobre del 2010 la casa di Noale presenta una attesissima versione di 1200cc, versione appositamente studiata e generata per andare a collocarsi nel segmento ormai in costante crescita delle MaxiNaked dall’aspetto assimilabile agli agguerrti SuperMotard portando in dote due importanti novità: l’ABS e il Traction Control.
La MaxiNaked di Noale ha incontrato subito un buon successo tra gli utenti stradali che hanno si apprezzato il gran carattere del propulsore (130cv per 115 nm di coppia) ma che avrebbero altresì desiderato quel “pizzico” di agilità in più che rendesse la moto davvero a punto tanto in ambito cittadino quanto in una emozionante sgroppata sui passi. La versione MY2012 risponde esattamente a questa richiesta dimostrando, tra l’altro, come il rapporto tra utente finale e casa produttrice sia saldo e diretto. Il prezzo è di 11.190€ e la abbiamo testata in anteprima con un meteo a tratti inclemente lungo le strade tortuose e divertenti della provincia catanese.
Aprilia Dorsoduro 1200 MY 2012
TEST Aprilia Dorsoduro 1200 MY 2012
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Dopo il primo test e il faccia a faccia con la nuova Ducati 1199 Panigale vi proponiamo un video sulla tecnica della moto che analizza in dettaglio gli aspetti più importanti della moto. Scopriamo infatti, soluzioni fortemente innovative e di rottura con il passato le quali non passeranno certo inosservate agli amanti del Marchio.
Una moto, la 1199 Panigale, che verrà ricordata in futuro come un autentico punto di svolta per l’intera produzione Ducati, con l’introduzione di una filosofia costruttiva e un modo di concepire le moto di rottura rispetto al passato. In questo caso il salto evolutivo appare ancora più forte di quello introdotto nel 1993 con il modello 916, una moto che fece invecchiare istantaneamente tutti i modelli della concorrenza, proponendo un design avvincente frutto della matita di Massimo Tamburini. A questo primo video farà seguito domani un secondo nel quale ci concentreremo principalmente sul comportamento dinamico della moto.
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Alghero - Se siete stufi delle solite naked pluricilindriche, perfette tecnicamente e adatte anche al moderato turismo, se pensate che i super motard race replica rappresentino il vostro massimo divertimento ma risultano troppo scomodi e poco pratici nell’uso cittadino. Se cercate il divertimento di guida in modo facile e poco impegnativo, allora la nuova Duke 690 è la moto che fa per voi. Se la prima Duke bicilindrica ci aveva stupiti qualche anno fa per la sua guida tanto diversa da tutto ciò che avevamo provato in quel segmento, la nuova 690 sa impressionare per il suo comportamento globale, per la maneggevolezza e la facilità di guida e per quella sua capacità di riavvicinare il pilota alla vera essenza della guida su due ruote fatta di dinamismo, reattività e velocità nella risposta ai movimenti del pilota.
Così la terza moto del nuovo corso KTM (la prima è stata l’apprezzatissima 125cc seguita a ruota dalla sorellina di 200cc) la Duke 690 MY2012 ribadisce e conferma la nuova tendenza stilistica della casa Austriaca: un aspetto meno spigoloso e più “friendly” per far avvicinare anche coloro i quali son sempre stati intimoriti da un aspetto fin troppo “factory - pronto gara” delle moto di Mattighofen…
I puristi della casa arancione, così abituati alla rude efficacia senza compromessi delle creature KTM, storceranno un po’ il naso all’inizio, ma probabilmente dopo un breve contatto potranno ritrovare facilmente qui geni “ready to race” anche nelle moto del nuovo corso e con loro quel il sorriso un pochino folle ma assolutamente comprensibile che caratterizza dagli appassionati “dell’arancione”. Il prezzo è di 7.495 euro il peso è leggermente al di sotto dei 150 kg.
Madrid - Il futuro della mobilità urbana passa attraverso le due ruote, lo sa bene BMW che decide di scendere in campo anche nel segmento degli scooter completando così la sua gamma di proposte e introducendo un’altra novità in un segmento per lei fino ad oggi quasi nulla esplorato (con la parentesi del più piccolo C1). Del resto gli scooter di grande cilindrata appaiono quelli meno colpiti dalla crisi, e una fetta importante dei volumi dei mezzi a due ruote si gioca ormai in questa fascia di mercato.
Le proposte di BMW sono due accomunate da un progetto unico che si fonda su un telaio perimetrale ibrido in acciaio e alluminio, in un bicilindrico in linea da 647cc utilizzato come struttura portante e capace di una potenza di 60CV a 7.500 giri. Uno scooter pensato per l’Europa, e in particolare l’Europa meridionale con l’Italia che si candida ad un ruolo di principale destinatario per questi nuovi scooter.
Non è un segreto infatti che il nostro sia il primo mercato in assoluto per ricettività verso questo tipo di prodotti, e qui saranno probabilmente inviati gran parte degli scooter costruiti e assemblati a Berlino. Il mercato europeo in particolare assorbirà il 75% della produzione, questo secondo le stime del marketing BMW, mentre nel futuro del marchio è già allo studio un terzo modello di scooter equipaggiato però con propulsore elettrico.
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