Un mercato decisamente stagnante come quello degli scooter, in special modo quelli a ruota bassa, ha senza dubbio bisogno di una fresca boccata d’aria, che in questo caso arriva dalla Francia e porta il nome di Peugeot Satelis. In Italia il mercato degli scooter è a dir poco particolare e differente rispetto agli altri paesi Europei, visto che è rappresentato per oltre il 54% da scooter a ruota alta.
I concorrenti di Satelis si chiamano Yamaha Xmax, Suzuki Burgman, Sym Joyride, Piaggio X10, Kymco Downtown, in un segmento, quello dei GT, che invece vale il 27% del mercato totale degli scooter e dove Peugeot sta pensando di completare l’offerta e raddoppiare i volumi. Dal suo debutto nel 2006 il Satelis ha venduto 60.000 unità, la maggior parte delle quali in patria, dove Peugeot Scooters ha il valore di un marchio Premium, immagine che non è poi così tanto differente da quella con cui viene percepito in Italia, dove il marchio francese ha un ragguardevole 3,6 % di quote di mercato, percentuale che scende però a 0,5 nel settore GT.
Logico quindi aspettarsi una strategia per penetrare questo segmento. Con Satelis, Peugeot si pone dunque come obiettivo quello di rinnovare il mercato dei cosiddetti scooter GT, quelli cioè a ruota bassa, di dimensioni più generose e con caratteristiche di comfort superiori. Il nuovo Peugeot Satelis è in vendita ad un prezzo di 3.990 euro.
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L’occasione di provare la gamma di pneumatici Scorpion Trail ci è stata offerta da Pirelli con un invito, con destinazione Catania, che non lasciava presagire nulla di buono… Tester vs Smanettoni! La parte ludica di questa presentazione ve la descriviamo dopo; prima il dovere e poi il piacere, anche perché la scelta della Sicilia non è casuale, visto che qui Pirelli ha un suo centro di sperimentazione dedicato agli pneumatici moto, a capo del quale c’è Salvo Pennisi. Per provare come si deve queste gomme, Pirelli ha offerto una vasta gamma di enduro stradali: BMW F 800 GS e R 1200 GS, Ducati Multistrada, Honda Crosstourer e Crossrunner, Kawasaki Versys 1000, Yamaha XT1200Z Super Ténéré e Worldcrosser, insomma il meglio della produzione italiana, europea e giapponese.
Gli pneumatici Scorpion Trail nascono per adattarsi a una gamma molto vasta di moto che, anche se vanno tutte sotto al nome tecnico di “entrofuoristrada”, in realtà hanno caratteristiche ciclistiche e di guida ben differenti. Tra le moto in prova ad esempio i due estremi sono rappresentati dalla Ducati Multistrada, che tra l’altro monta gli Scorpion Trail come primo equipaggiamento, nelle misure di 120/70-17” davanti (misura condivisa con Honda Crossrunner e Kawasaki Versys) e 190/55-17”, e la BMW F 800 GS con i suoi 90/90-21” e 150/70-17” dietro, passando per il 110/80-19” anteriore montato sulla Yamaha Super Ténéré, sulla Honda Crosstourer e sul BMW R 1200 GS, mentre al retrotreno Kawasaki Versys e Honda Crossrunner montano il 180/55-17” . In verità le misure disponibili nel listino sono ancora di più, visto che la gamma Scorpion Trail prevede all’avantreno 5 calzate differenti, per cerchi da 17 a 21 pollici, per un totale di 12 pneumatici diversi, a seconda dei codici velocità, mentre per il retrotreno le misure sono 8 (una anche per cerchi da 18”) per un totale di 13 pneumatici.
Una gamma così completa va a interessare moto che hanno quindi non solo misure di ruota differenti, ma anche caratteri e potenze diverse. Multistrada e Crossrunner ad esempio montano entrambe di primo equipaggiamento il 120/70-17”, ma con due codici velocità differenti, V per la Honda (240 km/h) e W per Ducati (270 km/h). I due posteriori invece, (180/55 e 190/55), anch’essi ovviamente di primo equipaggiamento, sono gli unici con doppia mescola (con fascia centrale più dura per garantire durata e spalle più morbide per una migliore tenuta in curva).
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Roma - Mauro Crinella è un video reporter appassionato dei viaggi in moto, ma è anche uno dei tanti motociclisti totalmente innamorati della propria due ruote, la sua BMW R 1200 GS Adventure infatti, più che un mezzo di trasporto rappresenta per lui una vera compagnia di vita. Cameramen e foto reporter per lavoro, viaggiatore indomito e senza confini per passione, con la sua GS ha effettuato già 200.000 km in meno di cinque anni, in parte per i suoi spostamenti quotidiani (è capace di fare Roma Milano in moto anche sei volte al mese, evitando sempre accuratamente le autostrade…) in parte per i suoi viaggi che pianifica una volta l’anno e che lo portano verso le mete più esotiche e nascoste del pianeta.
Solitamente tali viaggi sono associati a piccole azioni umanitarie, come la consegna di fondi a piccoli insediamenti in zone particolarmente disagiate, come l’interno dell’Africa, la Cina o alcune zone del Vietnam o dell’Afganistan. Questa volta oltre a seguirlo nei suoi viaggi, abbiamo deciso di accompagnarlo anche nella manutenzione della sua moto, sulla quale oltre al classico cambio olio e filtri, superati i 200.000km ha deciso di sostituire anche le sospensioni.Una operazione che molti motociclisti affrontano ben prima di un simile traguardo chilometrico e che può essere facilmente realizzata “in casa” pur con le dovute attenzioni e con la giusta attrezzatura.
A tal proposito abbiamo voluto realizzare due video turorial, per illustrare a quanti vogliano cimentarsi nella sostituzione dei propri ammortizzatori i passi da seguire e quali sono le fasi da percorrere in successione. Per farlo ci siamo avvalsi della grande competenza di Roberto Calzelunghe, titolare della Calzelunge Moto di Roma e grande esperto di tutto ciò che riguarda le moto BMW.
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Sono delle Harley d’epoca restaurate? Questa la domanda classica che ci si sente fare da quei pochi che ancora non conoscono le Headbanger, quindi in pratica i “soliti” quattro vecchietti del paese, che per una volta distolgono lo sguardo dai “soliti” lavori in corso per puntarlo sui colori psichedelici di una HB Summertime o sulle cromature dei motori S&S. Sì perché ormai il marchio Headbanger è oggi riconosciuto da tutti non come quello di un customizer ma bensì come quello di una vera e propria azienda costruttrice, che ha oggi in listino ben 6 modelli.
Non si tratta certo di una multinazionale, ma Headbanger è a tutti gli effetti un costruttore di moto che realizza, nel proprio stabilimento di Rovato (BS), “special di serie” in tiratura limitata e personalizzabili dal cliente. Detto così suona un po’ limitato. E allora rubiamo le parole di Giorgio Sandi, il “folle” ideatore di questo marchio: “Headbanger Motor Company nasce per realizzare un sogno di ragazzo, quello di costruire custom con il fascino della grande tradizione americana, moto semplici e ignoranti (senza software, senza elettronica, senza iniezione), street legal al 100% e omologate Euro 3”.
Già così suona meglio, ma per farsi davvero un’idea di cosa sia una Headbanger, la cosa migliore è provarle! L’occasione è stata la presentazione di tutta la gamma 2012, compresi i due nuovi modelli visti a EICMA, ma non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di provarli tutti e sei, compresi quelli presentati al debutto di HB, alcuni anche con configurazioni di manubrio e cerchi diversi. Tutti i modelli HB infatti riportano a libretto diverse misure di pneumatici e cerchi, da 16 a 18 pollici dietro e fino a 23 pollici davanti. A scelta anche lo scarico, 2 in 1 oppure 2 in 2, ma la lista delle personalizzazioni è davvero infinita.
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Mentre le moto sportive appaiono meno gettonate nelle vendite rispetto a qualche anno, le moto da enduro sembrano prendere il loro posto nelle quote di mercato. Non scordiamo però che i motociclisti sportivi restano numerosissimi e molto più attivi di quanto facciano supporre i numeri di di immatricolazione, il loro valore è infatti in parte confinato ad un parco circolante di supersportive a quattro cilindri quanto mai esteso. La penalizzazione delle vendite a tal proposito non può prescindere dall’aumento di compravendite di usati semi nuovi sempre più allettanti e a buon mercato. Così alle 600 quattro cilindri nuove di pacce, vengono preferite moto vecchie di un paio di anni, spesso enduro di varia cilindrata, a volte scooter, che continuano ad attrarre i motociclisti del bel paese.
La crisi dal suo canto suo non sembra non concedere sconti, la risposta potrebbe giungere proprio dalla piccole cilindrate e dalle motorizzazioni meno impegnative. Nella nostra prova di questa settimana, cerchiamo così di tendere una mano alla dilagante (e a volte ben riposta) ricerca di “sobrietà” (atteggiamento suggerito giocoforza anche dal nostro “premier bocconiano”), per questo puntiamo i riflettori di Motoblog su due modelli entry level della gamma enduro stradale, entrambi con prezzi di attacco mediamente contenuti. Del resto l’enduro più autentico mantiene un’anima e una storia chiaramente monocilindrica, ecco dunque un confronto tra la Yamaha XT600Z Ténéré e la BMW G 650 GS, la piccola della famiglia GS infatti si offre ad un prezzo quanto mai concorrenziale di 6.950€, 7.290€ invece è il prezzo della Yamaha.
La parola Ténéré nella lingua Tuareg indica il deserto, più precisamente il “nulla tutto intorno”, il vuoto, una sensazione di apparente solitudine e di totale silenzio, che si può assaporare solo attraversando questa zona centro-meridionale del Sahara chiamata per l’appunto Ténéré. Per i motociclisti appassionati di off road invece, la parola Ténéré è legata alle moto da enduro dei primi raid africani. L’etimologia del nome GS invece, va ricondotta alla semplice abbreviazione delle parole “Gelaende Strasse” (strada sterrata), un nome che vuole sottolineare la capacità di questi tipo di moto di “cavarsela bene” anche in ambienti fuoristradistici. Oggi il marchio GS è ormai un brand per il marchio dell’elica, un brand che funziona bene e che si allarga con l’ultima 650 a ben cinque i modelli la gamma GS, e che traina con forza l’intero marchio tedesco.
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Parigi - Piaggio scopre il suo nuovo X10 e lo mostra in una suggestiva location parigina. Del resto la Francia, e prima ancora Parigi, si attesta come uno dei mercati più importanti e ricettivi nei confronti del gruppo di Pontedera. Non a caso Parigi è la patria dell’MP3, modello che in Francia è apprezzato come nessun altro posto al mondo. Sulle rive della Senna quindi, scopriamo uno scooter pratico e comfortevole che non lesina soluzioni tecniche innovative e raffinate come la lubrificazione a carter secco ed il traction control.
Estetica raffinata e ben realizzata in un trionfo di linee moderne ed ondeggianti, forme nuove con un’ottima ergonomia unita a numerosi vani portaoggetti. Il propulsori si declinano in tre cilindrate 125, 350 e 500 con vari allestimenti, ma è il 350 il Motore che desta maggiore interesse che rappresenta una importante novità per il 2012 e che viene utilizzato anche da altri modelli del Gruppo.
Interessante la doppia mappatura con il tasto Eco che rende il motore più dolce e riduce emissioni e consumi, da sottolineare anche gli intervalli di manutenzione che diventano di ben 20.0000km mentre la regolazione del gioco valvole così come la frizione non si regolano ne controllano mai. I prezzi vanno dai 4.570€ della versione 125, ai 7.700€ del modello 500 con allestimento Executive, il 350 invece viene proposto a 5.890€ nella versione base e a 6.900€ nella versione Executive.
Ci troviamo a Parigi per il Press Test del nuovo Piaggio X10 2012. Un scooterone dalle linee moderne, sinuose e avvolgenti con una dotazione ricca e prestazioni al top. L’X10 è l’ultimo erede della stirpe dei Gran Turismo Piaggio, un maxiscooter pensato per chi cerca il massimo del comfort. Regolazione elettrica della sospensione posteriore, doppio sistema ABS e ASR, freno di stazionamento integrato nel cavalletto, tutto sul nuovo X10 è pensato per garantire comodità, massima funzionalità in totale sicurezza.
Computer di bordo con schermo LCD, comandi retroilluminati, ampio parabrezza, triplo vano porta oggetti ed un generoso bagagliaio completano le dotazione. Il nuovo Piaggio X10 2012, equipaggiato con ruote da 15″ all’anteriore e 13″ al posteriore, sarà prodotto in due versioni, Standard e Executeve (ABS-ASR) in tre differenti motorizzazioni: 125 i.e, nuovo 350 i.e. ed un 500 i.e. I più giovani e i possessori della sola patente B potranno scegliere la versione equipaggiata con il monocilindrico 125 a 4 tempi, 4 valvole, raffreddato a liquido e a iniezione elettronica. Gli scooteristi più esperti e smaliziati potranno invece optare per il nuovissimo propulsore Piaggio 350 capace di 33,3 CV ed una coppia massima di 32,3 Nm.
Il nuovo 350 mantiene gli ingombri, il peso e i consumi di un 300cc ma con costi di manutenzione inferiori: gli interventi sono infatti programmati a intervalli di 20.000 km, con la sola sostituzione di olio e filtri ai 10.000 km. Al top delle prestazioni il 500. Il propulsore Piaggio da 493 cc è infatti in grado di esprimere una potenza massima di 41 CV e una coppia massima di 46 Nm, valori che lo pongono ai vertici della sua categoria. Segue il video di presentazione.
Prime impressioni di guida: Piaggio scopre il suo nuovo X10 e lo mostra nella suggestiva location parigina. Del resto la Francia e prima ancora Parigi è uno dei mercati più importanti e ricettivi verso il gruppo di Pontedera. Questa è la patria dell’MP3 che in Francia è apprezzato come nessun altro posto al mondo. Sulle rive della Senna scopriamo così uno scooter pratico e comfortevole che non lesina soluzioni tecniche innovative e raffinate come la lubrificazione a carter secco ed il Traction Control. Estetica raffinata e ben realizzata nelle forme e nell’ergonomia con numerosi vani portaoggetti e una sella ben imbottita. Il propulsori si declinano in tre cilindrate: 125, 350 e 500 con vari allestimenti, ma è il 350 il Motore che desta maggiore interesse.
Roma - La Nuda made in Husqvarna, dopo una gestazione carica di aspettative, si propone oggi con la sua linea infonfondibile, spigolosa e aggressiva. Ben curata nei dettagli estetici la Nuda non tradisce la sua identità tipicamente Husqvarna e fuori dagli schemi, nonostante la recente acquisizione da parte di BMW del Marchio Italiano e l’utilizzo di un propulsore diverso dal solito.
La Nuda non solo rappresenta la prima moto stradale di grande scala prodotta dalla neonata sinergia Husqvarna-BMW, ma è anche la prima Husky stradale di grande cilindrata che si propone in un segmento finora mai battuto. Un cuore bavarese ben rimaneggiato in funzione delle diverse esigenze della Nuda italiana, il tutto racchiuso in una ciclistica molto valida e che si declina tra due modelli la standard e la R che si arricchisce di sospensioni più professionali, un impianto frenante derivato dalle corse e particolari specialistici che la rendono più idonea anche all’utilizzo in pista.
L’ex marchio svedese, infatti, si è stabilito saldamente in Italia ormai dal 1987, ed a questo periodo è legato il più importante rilancio del gruppo, oltre ai successi sportivi degli ultimi 20 anni sia in enduro che nel supermotard. Fortunatamente anche la neo proprietà tedesca ha deciso di mantenere uomini e fabbrica in Italia, regalando continuità a quel gruppo di lavoro che da 25 anni ha la sua sede tra la riserva di Biandronno ed il lago di Varese, e riconoscendo così la loro capacità di produrre mezzi emozionali e dalla forte personalità, come la Nuda è quì a testimoniare.
A metà strada tra una naked e un supermotard la Nuda si propone ad un prezzo di 9.900 euro in tutta la sua essnza, Nuda come il nome che porta in dote ma comunque ben ancorata alla tradizione della sua Casa di origine da sempre legata a doppio filo con il mondo dell’enduro e del supermotard.
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Dopo il primo contatto con i nuovi scooter BMW C600 Sport e C 600 GT vi proponiamo un rapido video del test insieme alle nostre impressioni sul comportamento dei nuovi commuter urbani di BMW. Del resto, piaccia o no ai motociclisti più integralisti, gli scooter acquistano sempre maggiori spazi, favoriti da un calo di interesse per alcune segmenti di moto. Inutile negare inoltre, la indubbia comodità nell’uso urbano offerta da questo tipo di mezzi che interessano tanto i motociclisti di vecchia data (quelli che a volte hanno una supersportiva in garage da utilizzare in pista), quanto gli automobilisti stufi di strade e metropoli sempre più congestionate dal traffico.
Del resto la mobilità urbana passa attraverso i mezzi a due ruote e, per questo tipo di utilizzo, gli scooter sono spesso in cima alla lista delle preferenze.
Così, terminata l’era degli scooter che non frenavano e non tenevano la strada, con sospensioni quanto meno lacunose nel loro funzionamento e con un comportamento in curva tutt’altro che rassicurante. Vediamo da qualche anno, il proliferare di mezzi piuttosto efficienti, sia dal punto di vista del comfort che nel comportamento dinamico. Ovviamente gli angoli di piega, il feeling con l’avantreno e la stabilità in curva non è sempre confrontabile con quanto offerto da una moto odierna, per di più dal costo inferiore.
Ma chi vuole uno scooter non cerca prestazioni o piacere di guida, piuttosto tiene sotto controllo, consumi, manutenzione, capacità di carico, comfort a breve e medio raggio e non ultima protezione aerodinamica e dalle intemperie.
Su queste basi si sono evoluti e sviluppati negli anni quelli che ora identifichiamo come gli scooter moderni, fino all’eccesso rappresentato inizialmente dai maxi scooter. Modelli di grande cilindrata (superiore ai 500c), nati inizialmente in modo quasi provocatorio o come semplice esercizio di stile, poi evolutisi in chiave urbana sostenuti da un buon successo commerciale. Sull’onda di questo apprezzamento da parte del pubblico sono aumentate le proposte delle Case motociclistiche in questa direzione, con modelli sempre più evoluti e interessanti. Tra gli ultimi iscritti a questa lunga lista ricordiamo i nuovi modelli BMW con il C650 GT ed il C 600 Sport pronti a confrontarsi con la più esperta e agguerrita concorrenza.
BMW Scooter C600 Sport e C 650 GT








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Alcuni giorni fa siamo andati alla presentazione della versione definitiva della Borile Multiuso, una moto semplicemente unica nel suo genere che era comunque già stata avvistata in precedenza in alcune sue incarnazioni provvisorie. L’appuntamento per la presentazione e la prova ufficiale della Multiuso é fissato presso la sede storica della casa, situata nella piazza della ridente cittadina di Vò Euganeo (PD), dove ad accoglierci sono il fondatore e factotum della casa, Umberto Borile, e l’Amministratore Delegato Alberto Bassi.
Fedele al suo nome, la Borile Multiuso si presenta subito come una moto estremamente versatile e funzionale, adatta a misurarsi con le più diverse situazioni sia in strada che nell’ off-road forte di un design estremamente pragmatico e di un motore da 230 cc che - combinato al peso ridottissimo di circa 84 kg - le fornisce la potenza e la leggerezza necessarie per essere tanto scattante sull’asfalto quanto reattiva sullo sterrato.
L’idea di questa ‘motoretta tuttofare’ é dello stesso Umberto Borile, alla ricerca di un mezzo adatto alle esigenze delle sue gite ‘fuori porta‘ tra i Colli Euganei che potesse anche assolvere a tutta una serie di altri compiti. Notata l’assenza sul mercato di un mezzo dalle caratteristiche da lui cercate, il buon Umberto ha provveduto lui stesso ad ideare e realizzare una moto dall’estrema funzionalità e dotata degli accessori necessari al fuori strada.